numero

Ci mettiamo la

mascherina perché

prima avevamo il

paraocchi

Coronavirtus… ovvero virtù nate dalla pandemia contingente. Ne avremo un bisogno feroce. Ho come l’impressione che non finirà tanto presto. Che il mondo che ci scopriremo ad abitare non sarà tanto confortevole per un bel po’ di tempo. Spero in un cambiamento nel sistema dei valori collettivi, ma sono anche convinto che se riusciremo a impostare uno stile di vita differente, questo accadrà solo dopo aver guadato a denti stretti un periodo storico che ci metterà duramente alla prova. Lo so io e lo sapete anche voi. Ce lo sentiamo nelle le ossa. E sono quei tempi di transizione a darmi da pensare. La mia compagna è un’insegnante di scuola media e una maestra di pianoforte. In questi giorni di quarantena sta mettendo tutte le sue virtù al servizio degli alunni e dei colleghi meno preparati di lei in termini di informatica. nessuno la costringe a sbattersi tanto. Ma lei si arrampica sulla barricate a fa la sua parte. La osservo. Di mattina prepara video didattici, partecipa ad assemblee in chat, studia. Di pomeriggio insegna a una collega avanti negli anni a usare il computer, perché la signora in questione sa a malapena accenderlo. A un passo dalla pensione deve rivedere dalle fondamenta il suo lavoro. Così la mia compagna si connette con lei per ore via telefono e con una pazienza infinita (io urlerei dopo mezz’ora) la traghetta nel ventunesimo secolo. Dopo alcuni giorni di lezione, la collega di cui sopra è adesso in grado di girare e caricare video per gli alunni. E’ come assistere alla schiusa delle tartarughe pronte tutto a un tratto a prendere il mare. E di sera, instancabile, la mia compagna lezioni di piano ai suoi piccoli, piccolissimi alunni. Gratis. La casa risuona di voci bambine, pigolii primaverili. Da diversi giorni mi sto domandando che cosa posso fare di buono nel mio piccolo ruolo di scrittore e blogger. Non uno scrittore famoso, non popolare o premiato ma comunque scrittore. E quanto a blogger… boh, lo sono perché ho bisogno di scrivere. Ogni tanto riesco anche a mettere giù qualcosa che abbia senso per un numero di persone non esiguo. Quali virtù posso esprimere nelle circostanze che ci toccherà in sorte di attraversare come comunità? Sì, comunità. Che parolone. Lo uso a ragion veduta. Il punto qui non sarà come sfangarla singolarmente, perché da soli, se la situazione socioeconomica precipita, non ne usciamo affatto con un esercizio di individualismo. In periodi di crisi o ci si tutti una mano o la si perde insieme al braccio. E allora quali virtù ciascuno di noi sarà chiamato a esercitare nello scenario che si profila? Io, come scribacchino che cosa posso fare? Ne parlavo oggi con un editore con cui lavoro. Tu, editore, che libri dovrai dare alle stampe, gli chiedevo, nel mondo post-coronavirus? E io che cosa dovrò scrivere che non sia semplicemente asservito al mio narcisismo, che sia utile o di conforto ai i lettori (magari motivando anche la gente a leggere di più)? E allora mi è sorto di pensare che tutti, già da oggi, possiamo porci questa domanda, per iniziare a tradurre il coronavirus in un coronavirtus. Io quale nuova virtù posso sviluppare per i tempi a venire? Che cosa posso fare? Coronavirtus. Carino, ma sarebbe molto meglio che non rimanesse solo un inoffensivo gioco di parole. Mi piacerebbe che tutti cominciassimo a chiederci: quale sarà la mia nuova coronavirtus? Come mi dimostrerò migliore e adatto ai tempi che verranno a causa di questa tragedia? (dal blog dell’autore La fattoria dei libri )
 | © blogMagazine pensato, realizzato e pubblicato in rete da Giorgio Seveso  dal 2011   |    Codice ISSN 2239-0235 |

riContemporaneo.org | opinioni, polemiche, proposte sull’arte contemporanea

Ringrazio l’autore che, malgrado non fossi riuscito a chiedere il permesso di pubblicare, mi ha poi gentilmente autorizzato.G.S. FLAVIO TROISI  Scrittore, permacultore e ghost writer. A suo nome per Mondadori ha pubblicato: "Lascia tutto e seguiti" (2015), manuale per reiventarsi e ripartire in tempi travagliati, e il romanzo "L'altra Linea della vita" con Roberta Cuttica (2017). Dal suo sito divulga idee geniali su evoluzione personale e scelte di vita. Vive fra Natura e scrittura.

Ci mettiamo la

mascherina

perché prima

avevamo il

paraocchi

di Flavio Troisi

Coronavirtus… virtù nate dalla pandemia contingente. Ne avremo un bisogno feroce. Ho come l’impressione che non finirà tanto presto. Che il mondo che ci scopriremo ad abitare non sarà tanto confortevole per un bel po’ di tempo. Spero in un cambiamento nel sistema dei valori collettivi, ma sono anche convinto che se riusciremo a impostare uno stile di vita differente, questo accadrà solo dopo aver guadato a denti stretti un periodo storico che ci metterà duramente alla prova. Lo so io e lo sapete anche voi. Ce lo sentiamo nelle le ossa. E sono quei tempi di transizione a darmi da pensare. La mia compagna è un’insegnante di scuola media e una maestra di pianoforte. In questi giorni di quarantena sta mettendo tutte le sue virtù al servizio degli alunni e dei colleghi meno preparati di lei in termini di informatica. nessuno la costringe a sbattersi tanto. Ma lei si arrampica sulla barricate a fa la sua parte. La osservo. Di mattina prepara video didattici, partecipa ad assemblee in chat, studia. Di pomeriggio insegna a una collega avanti negli anni a usare il computer, perché la signora in questione sa a malapena accenderlo. A un passo dalla pensione deve rivedere dalle fondamenta il suo lavoro. Così la mia compagna si connette con lei per ore via telefono e con una pazienza infinita (io urlerei dopo mezz’ora) la traghetta nel ventunesimo secolo. Dopo alcuni giorni di lezione, la collega di cui sopra è adesso in grado di girare e caricare video per gli alunni. E’ come assistere alla schiusa delle tartarughe pronte tutto a un tratto a prendere il mare. E di sera, instancabile, la mia compagna lezioni di piano ai suoi piccoli, piccolissimi alunni. Gratis. La casa risuona di voci bambine, pigolii primaverili. Da diversi giorni mi sto domandando che cosa posso fare di buono nel mio piccolo ruolo di scrittore e blogger. Non uno scrittore famoso, non popolare o premiato ma comunque scrittore. E quanto a blogger… boh, lo sono perché ho bisogno di scrivere. Ogni tanto riesco anche a mettere giù qualcosa che abbia senso per un numero di persone non esiguo. Quali virtù posso esprimere nelle circostanze che ci toccherà in sorte di attraversare come comunità? Sì, comunità. Che parolone. Lo uso a ragion veduta. Il punto qui non sarà come sfangarla singolarmente, perché da soli, se la situazione socioeconomica precipita, non ne usciamo affatto con un esercizio di individualismo. In periodi di crisi o ci si tutti una mano o la si perde insieme al braccio. E allora quali virtù ciascuno di noi sarà chiamato a esercitare nello scenario che si profila? Io, come scribacchino che cosa posso fare? Ne parlavo oggi con un editore con cui lavoro. Tu, editore, che libri dovrai dare alle stampe, gli chiedevo, nel mondo post-coronavirus? E io che cosa dovrò scrivere che non sia semplicemente asservito al mio narcisismo, che sia utile o di conforto ai i lettori (magari motivando anche la gente a leggere di più)? E allora mi è sorto di pensare che tutti, già da oggi, possiamo porci questa domanda, per iniziare a tradurre il coronavirus in un coronavirtus. Io quale nuova virtù posso sviluppare per i tempi a venire? Che cosa posso fare? Coronavirtus. Carino, ma sarebbe molto meglio che non rimanesse solo un inoffensivo gioco di parole. Mi piacerebbe che tutti cominciassimo a chiederci: quale sarà la mia nuova coronavirtus? Come mi dimostrerò migliore e adatto ai tempi che verranno a causa di questa tragedia? (dal blog dell’autore La fattoria dei libri )


polemiche e proposte sull’arte contemporanea

 FLAVIO TROISI  Scrittore, permacultore e ghost writer. A suo nome per Mondadori ha pubblicato: "Lascia tutto e seguiti" (2015), manuale per reiventarsi e ripartire in tempi travagliati, e il romanzo "L'altra Linea della vita" con Roberta Cuttica (2017). Dal suo sito divulga idee geniali su evoluzione personale e scelte di vita. Vive fra Natura e scrittura. Ringrazio l’autore che, malgrado non fossi riuscito a chiedere il permesso di pubblicare, mi ha poi gentilmente autorizzato.G.S.