codice ISSN 2239-0235  
Periferie
                                                                                      ultimo aggiornamento:  18/04/2018
leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... Torna alla  COPERTINA
Il sommario
“MAUA”, IL PRIMO MUSEO DI ARTE URBANA AUMENTATA Milano ha un nuovo museo, diffuso, a cielo aperto: si chiama Maua ed è il primo museo di arte urbana aumentata   Milano ha un nuovo museo, diffuso, a cielo aperto: si chiama MAUA ed è il primo museo di arte urbana aumentata, nato per proporre itinerari culturali inediti, fuori dal centro e dai più tradizionali circuiti dell’arte. Cinquanta opere di street art animate in realtà aumentata diventano l’occasione per esplorare quartieri meno conosciuti e meno centrali della città. Si parte scegliendo il proprio percorso e poi, arrivati sul posto, l’esperienza prosegue in forma digitale: ogni opera, inquadrata con lo smartphone, ne genera una nuova e si trasforma in un lavoro di digital art, appositamente creato per il museo grazie a tecnologie di realtà aumentata. MAUA nasce a partire dal progetto “Milano città aumentata”, uno tra i 14 vincitori del “Bando alle periferie” promosso dal Comune di Milano per ripensare e valorizzare i quartieri. Erano stati 160 i progetti presentati da quasi 500 associazioni in risposta al primo bando pubblico voluto dall’Amministrazione per sostenere - con un finanziamento totale di 548mila euro - alcune importanti iniziative delle forze sociali, culturali ed economiche presenti in città per migliorare la qualità della vita nei cinque ambiti strategici del Piano Periferie: Giambellino-Lorenteggio, Adriano-Padova-Rizzoli, Corvetto-Chiaravalle-Porto di mare, Niguarda-Bovisa e QT8-Gallaratese. MAUA è realizzato grazie a una rete di partenariato composta da Bepart, come capofila, insieme ad altre sei realtà: BASE Milano, Avanzi - Sostenibilità per azioni, Terre di mezzo, scuola CFP Bauer, PUSH. e la Fondazione Arrigo e Pia Pini. Nasce da queste premesse l’idea di coinvolgere nel progetto MAUA gli stessi abitanti dei quartieri fin dalla prima fase di ricerca, svoltasi nei mesi di settembre e ottobre 2017, che ha portato alla creazione della più grande mappatura finora realizzata della street art a Milano con 218 opere e tour alternativi. A centinaia di abitanti, studenti e associazioni dei cinque quartieri è stato chiesto di selezionare le opere più rappresentative della propria zona e di fotografarle insieme a studenti e professori della scuola CFP Bauer. Un esperimento avanzato di curatela diffusa che ha portato all’acquisizione di 50 opere in un immaginario grande museo a cielo aperto che, oltre alla scoperta di sorprendenti murales, offre l’opportunità di esplorare zone della città meno conosciute. Per ciascun visitatore, la visita dal reale prosegue poi sul proprio smartphone attraverso l’app Bepart che grazie alla realtà aumentata, anima e trasforma le 50 opere in 50 lavori di digital art, sviluppati durante un workshop a BASE da 50 giovani animation designer. E per chi non ha la possibilità di spostarsi, è comunque possibile vedere le animazioni in realtà aumentata inquadrandole sul catalogo di MAUA, edito da Terre di mezzo. (dal Sito del Comune di Milano) [Qui online dal 16/12/2017]
blogMagazine pensato, realizzato e pubblicato in rete da Giorgio Seveso
riContemporaneo.org
opinioni, riflessioni, polemiche  e proposte sull’arte contemporanea
11