codice ISSN 2239-0235  
Gianfranco LAMON                2
L’artista di copertina
                                                                                      ultimo aggiornamento:  18/04/2018
leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... leggi... Torna alla  COPERTINA
Il sommario
LE STORIE DI ORDINARIA FOLLIA DELL’OPERA DI LAMON Affondare il segno nella pagina per estrarne figure solide dai profili taglienti   di Chiara Gatti Kate Kollwitz, la signora in nero della grafica tedesca d’inizio secolo, diceva sempre: «Non ho mai fatto un lavoro a freddo, ma sempre, in un certo senso, con il mio sangue». Sembra averla presa alla lettera Gianfranco Lamon quando, raccontando le sue storie di ordinaria follia, disegna personaggi scomodi e maldestri con una matita così appuntita da incidere il foglio come un coltello. Sarà che, abituato a spremere energia dalle mani, da buon scultore, maestro della materia scavata a pollice o a colpi di spatole, stecche e scalpelli, ha finito per trasferire sulla carta la stessa potenza del modellato. Cosa, peraltro, comune a molti scultori prestati al disegno. Da Medardo Rosso a Giacometti, da Marino a Manzù, tutti capaci di affondare il segno nella pagina per estrarne figure solide dai profili taglienti. Che Lamon, però, estrae a pezzi. Scrollandosi di dosso il peso proprio della materia va a caccia infatti di ombre e sagome leggere, come ectoplasmi, corpi trasparenti, rifilati nello spazio da una linea continua che dalle caviglie sale lungo i fianchi, strizza la vita e s’allarga in petto, prima di curvare sulle spalle e le schiene ingobbite.   [Qui online dal 16/12/2017]  
blogMagazine pensato, realizzato e pubblicato in rete da Giorgio Seveso
riContemporaneo.org
opinioni, riflessioni, polemiche  e proposte sull’arte contemporanea
11
Gianfranco Lamon