codice ISSN 2239-0235  
Gianfranco LAMON                1
L’artista di copertina
                                                                                      ultimo aggiornamento:  18/04/2018
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Il sommario
Gianfranco Lamon è mancato a settembre 2017. Era nato a Noale (Venezia), ha vissuto la sua infanzia ed ha iniziato la sua attività in Brianza, luogo di intagliatori del legno nelle cui botteghe era di casa durante le vacanze estive. Ha frequentato la scuola d’Arte del Castello Sforzesco e i corsi dell’Accademia di Brera. Dagli anni 60 ha cominciato a presentare le sue opere, prevalentemente in bronzo, in mostre personali e collettive. Verso gli inizi degli anni 70 ha aperto un nuovo discorso con la terracotta colorata, ma è tornato al bronzo nelle grandi sculture per spazi pubblici alla cui realizzazione si è dedicato soprattutto dagli anni 90. . UNO SCULTORE TRA IRONIA E SIMBOLO di Giorgio Seveso Uomini e donne, burattinai, giocolieri, funamboli e prestigiatori: in questa corte dei miracoli, quotidiana e dimessa, Gianfranco Lamon ha disposto finchè ha potuto i suoi personaggi a recitare l'eterno racconto della vita, delle sue frustrazioni e contraddizioni, delle sue dolcezze e illusioni. Uno scultore come lui, con dietro le spalle un itinerario di ricerche e di trascorsi plastici così ampio ed articolato ma sempre rigorosamente motivato dalle ragioni primarie dell’immagine, è stato ed è davvero raro trovare dentro le pieghe dell’arte di oggi.  Lamon ha sempre esplorato con fervida intensità di risultati e decisiva coerenza il medesimo bersaglio poetico, tra bronzo, terracotta, legno, incisioni e disegno. Lo conoscevo da sempre, dai suoi e miei esordi si può dire, e da sempre ho visto come il suo repertorio plastico, col trascorrere degli anni, si è via via irrobustito all'interno d'una fisionomia sempre più singolare e personale che lo pone, insieme a Vangi, Trubbiani, Bodini, Pisani, Attardi, la Argéles e pochi altri, al centro della più interessante scultura d'immagine italiana contemporanea. Ma se il linguaggio - dicevo - si è rafforzato, si è precisato nei propri intimi caratteri espressivi verso una maturità espressiva di grande fermezza e controllo, non per questo è mai mutato il rapporto tra l'artista e l'opera, tra Lamon e le sue intenzionalità poetiche. Al centro delle sue attenzioni e del suo messaggio c’è sempre stata l'umanità di oggi, evocata in metafore persuasive, perentorie, evidenti, immediatamente saldate alla sostanza delle cose e alle circostanze del nostro quotidiano. Il particolare impasto del suo temperamento ne ha sempre tradotto i termini con un vocabolario che spesso ha attinto a una affilatissima, trascorrente ironia esistenziale, divertita ed allarmata al tempo stesso. Oppure, soprattutto nelle opere più complesse e più plasticamente impegnative, tale ironia si è sempre intrecciata a sentimenti più meditati e assorti sigillandosi, quasi, in un più aspro valore di simbolo,di emblema concluso. Un valore ( o meglio un plus-valore) che ci dice la ferma consapevolezza morale dell'artista, la sua coscienza limpida delle contraddizioni e dell'alienazione di questi nostri anni difficili. E ci dice i materiali psicologici dei quali questo suo discorso si è nutrito, che sono sempre, appunto, materiali autentici e concreti, racconti e sintesi di vita, esiti di emozioni e giudizi reali. Voglio dire, insomma, che le sue immagini, per quanto traslate ed emblematizzate, sono sempre vivamente radicate nella concretezza della nostra storia quotidiana, senza nulla di metafisico o di idealistico. La forma e il racconto di Lamon costituiscono dunque una testimonianza viva, suggestiva, risolta di come la scultura figurale contemporanea possa intervenire nella nostra vita, insinuarsi nel nostro immaginario sollevando e percorrendo echi e riconoscimenti, memorie e riscoperte. É una acuta e suggestiva versione del vivere che, nella compattezza levigata e rigorosa del linguaggio plastico, diviene suggestivamente evidente: oggetto, per noi spettatori, di riflessione e provocazione intellettuale e, soprattutto, di seduzione poetica.   [Qui online dal 16/12/2017]  
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Gianfranco Lamon