codice ISSN 2239-0235  
Opinioni
                                                                                      ultimo aggiornamento:  18/04/2018
L’ARTE VIVRA’ FINCHE’ CI SARA VITA L’arte come specchio della realtà riflette l’incertezza dei tempi. Il mercato dell’arte globale è condizionato dall’economia e dalla finanza e, per analogia, ai titoli tossici corrispondono prodotti tossici. In quest’ultimo decennio l’arte contemporanea è un prevalere d’installazioni, video, trovate goliardiche, bambole gonfiabili, performance, figurazioni svuotate di senso, opere inconsistenti,  iper concettuali che celebrano il vuoto e che si ripetono pressoché uguali da una parte all’altra del pianeta. Assistiamo a un’esplosione planetaria d’interesse per l’arte richiamata, anche, dalle vertiginose quotazioni raggiunte da opere come il Salvator Mundi di Leonardo da Vinci, venduto recentemente all’asta da Christie’s a New York e, allo stesso tempo, a un impoverimento verticale delle proposte culturali. Gran parte del pubblico assiduo agli eventi d’arte è appagato per il semplice fatto di esserci, l’arte è spettacolarizzata e, non dimentichiamo, “lo spettacolo è il sole che non tramonta mai sull’impero della passività moderna” (Guy Debord). Un mercato in crescita e senza regole, condizionato da un gruppo assai ristretto di collezionisti miliardari che impongono su scala internazionale, la loro linea estetica, il loro pensiero unico al quale sottostare. Più volte si sono levate voci autorevoli a obiettare sensatamente contro questa situazione, col risultato di essere additati quali passatisti e conservatori. Comunque vada, l’arte vivrà finché ci sarà vita! E, soprattutto, al di fuori del suo sistema malato e per il quale non c’è una ricetta da utilizzare nell’immediato. Ogni epoca ha la sua arte. I manifesti e gli appelli che si firmano non riescono a incidere su una situazione che ha radici profonde. Il nostro, poi, è un paese corrotto e senza memoria, esterofilo, inquinato, dove è difficile incontrare meritocrazia, qualità e imparzialità, tranne ovviamente rare eccezioni. Per fortuna, tanta gente, anche se ignorata, prosegue con impegno e serietà le proprie scelte. Leggo in questi giorni che il presidente della Biennale di Venezia ha nominato senza una minima esitazione il prossimo direttore del settore arti visive Ralph Rugoff, che non sembra davvero un conoscitore del panorama artistico nostrano.  E poi ci si lamenta della nostra subalternità in campo internazionale! Gli artisti sono sempre di più soggetti culturali, intellettuali eruditi indispensabili alla società. É un ruolo molto difficile da esercitare perché è pesantemente condizionato dal mercato, nei confronti del quale sono indifesi. Possono avere ascolto e seguito solo se entrano nelle grazie di chi ha il potere, venendo così ad essere inclusi nelle manifestazioni che contano. Altrimenti restano tagliati fuori, lontani dai riflettori, isolati, e se cercano attenzione vengono emarginati,  se privi di risorse rischiano di fare la fame. Ma l’arte vivrà finché ci sarà vita! [Qui online dal 19/02/2018)
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Il sommario
blogMagazine pensato, realizzato e pubblicato in rete da Giorgio Seveso
Pittore e scultore, è nato a Scilla in Calabria. Laureato in architettura al Politecnico, vive, insegna e lavora a Milano
Mario Benedetto
riContemporaneo.org
opinioni, riflessioni, polemiche  e proposte sull’arte contemporanea
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